Archivio mensile:maggio 2012

Agriturismo “Giannavì” – Palazzolo Acreide (SR)

Inauguriamo oggi la nuova categoria degli Agriturismi, una delle forme di turismo enogastronomico più diffuso in Sicilia e nell’entroterra soprattutto. Situato presso un antico casale/masseria, la fattoria Giannavì ha saputo in questi anni ritagliarsi una fetta di affezionati clienti che almeno un paio di volte l’anno non perdono l’occasione di gustarsi le prelibatezze proposte.

Come noto, un Agriturismo propone solitamente un menu fisso, sia come costo che come portate; chiaramente in fase di prenotazione è possibile richiedere qualche modifica al menu ma in ogni caso non esiste la possibilità di scegliere “alla carta”.

Il nostro pranzo è cominciato con un classico della tradizione:

Ricotta calda

una piccola porzione di ricotta calda, con tanto di siero, un gusto particolare totalmente diverso da quello che potete mangiare in qualunque altra parte d’Italia. La tradizione prevede di “fare zuppa” con l’ottimo pane di casa cotto a legna:

Pane di casa cotto a legna

anche se in realtà lo sconsigliamo a causa della enorme quantità di cibo che di lì a poco verrà servito!

Il giro degli antipasti comincia con un piatto misto di verdure, salumi, formaggi e sott’oli:

Antipasto misto

Servito con un filo di aceto balsamico, il piatto misto rappresentava una sintesi dei sapori della terra; sempre come antipasto ecco arrivare le classiche “impanate o scacciate” siciliane, le focacce ripiene con le verdure di cui, personalmente, vado matto:

Impanate o scacciate alla siciliana con verdure

Il ripieno consisteva in pomodoro, provola, cipolla e prezzemolo fresco oppure bietole selvatiche  (o “sacchi sabbaggi” o “aiti”) e provola; davvero ottime, quasi ai livelli casalinghi (quasi, sia chiaro…).

Termina il giro degli antipasti la mitica ciotola di ceci, serviti con crostini di pane:

Zuppa di ceci con crostini e prezzemolo fresco

Ottimi sia come cottura che come sapore, i ceci hanno riscosso un successo strepitoso; segnaliamo anche qui la presenza del prezzemolo, un leitmotiv che ritornerà spessissimo nel corso del pranzo.

Già semi distrutti dagli antipasti, ecco finalmente arrivare gli attesissimi primi piatti, come noto le portate principe di noi del Team del Gusto. Si comincia con delle specie di trofie con pancetta e ciliegino:

Trofie con pancetta e ciliegino

La pasta, cotta al dente, era molto gustosa; oltre ai due ingredienti citati, probabilmente il piatto era stato mantecato con burro e parmigiano, quest’ultimo chiaramente avvertibile al palato.

Il secondo primo invece è un classico, ossia ravioli di ricotta al sugo di maiale:

Ravioli di ricotta

La porzione, composta da due grossi ravioloni, non deve far temere: a parte che a questo punto del pranzo si era arrivati già quasi alla sazietà, in ogni caso era possibile ottenere un “bis” per ogni portata.

I ravioli purtroppo non erano molto buoni: il sugo era piuttosto liquido, ma soprattutto nel ripieno spuntava ancora una volta l’onnipresente prezzemolo, mischiato alla ricotta; il risultato non dava soddisfazione nè al formaggio nè alla profumata pianta.

Decisamente di altro tenore il terzo e ultimo primo (sì, c’erano tre primi!), dal sapore fresco e già anticipatore d’estate:

Pappardelle al ragù di melanzane e ciliegino

Le pappardelle avevano un sapore freschissimo, merito del sugo molto saporito; il problema era la sazietà dei commensali, quasi satolli e già incapaci di intendere e di volere. Il sapore della pasta ricordava quella di una pizza famosa, recensita qualche tempo fa, la Conte Mascetti della pizzeria Amici Miei (fatta proprio con crema di melanzane e ciliegino).

Senza quasi soluzione di continuità (come vedremo, l’incredibile velocità con cui i camerieri servono le portate ha causato problemi di “ingorgo” intestinale), ecco dunque serviti i secondi:

Vitello al forno con mandorle, patate al forno e salsiccia

La carne, racchiusa da uno strato di grasso protettivo, era molto tenera e gustosa, se solo l’avessimo potuta apprezzare con uno spazio libero sullo stomaco; la salsiccia era un po’ grassa ma molto piccante (cosa che per me è un pregio), le patate un po’ insipide.

Oltre al vitello e alla salsiccia, il terzo assaggio di secondo consisteva in un bollito saporito:

Bollito con brodo ricco di verdure

Anche qui carne molto tenera e davvero gustosa, arricchita con il sempre presente prezzemolo fresco.

L’incredibile pasto luculliano si è finalmente concluso con un fresco e gustoso sorbetto al mandarino:

Sorbetto al mandarino

e soprattutto con una fetta di ottimo dolce alla crema e nocciola:

Torta alla crema e nocciola ricoperta di glassa zuccherata

La torta era soffice e fresca, davvero gustosa; nonostante la pienezza, siamo riusciti a trovarle un posto nel nostro strapieno stomaco!

In definitiva il pranzo ha ampiamente superato la sufficienza come quantità, a tratti esagerata; a livello qualitativo invece ci sono stati alti e bassi.

Il tutto è stato però rovinato da un servizio troppo veloce, che non permetteva di gustare appieno quanto mangiato e spingeva quasi ad ingurgitare voracemente tutto.

Prezzo fisso a persona, incluso acqua e vino (un ottimo Nero d’avola proprietario): € 25,00

Pro

  • Quantità industriale di cibo
  • “Scacce” e zuppa di Ceci d’antologia
  • Posto bello da visitare

Contro

  • Qualità tra alti e bassi
  • Prezzemolo ovunque!
  • Nessuna pausa tra le pietanze

Voto del Team: 8,5

Ristorante Pizzeria “Camelot” – Catania

Una pesante e un po’ inquietante armatura medievale accoglie gli ospiti che vogliono recarsi nel famoso ristorante Camelot, nei pressi del Castello Ursino a Catania e per questo perfettamente calato nel contesto.

Nonostante l’aspetto apparentemente poco allegro però, il Camelot è un ambiente vivo, brulicante di attività, a causa dei moltissimi coperti e di un personale sempre vigile e rapidissimo.

Il locale offre sostanzialmente qualunque tipo di portata, dai numerosi antipasti al buffet ai primi, passando per i secondi di carne, di pesce, pizze e dolci.

Nella nostra visita ci siamo tuttavia concentrati inizialmente sull’incredibile buffet degli antipasti, in cui era possibile scegliere quasi ogni tipo di ben di Dio:

Un piccolo assaggio degli antipasti

 

Si trattava davvero di una tavolata impressionante: frittate di vari tipi, salumi, formaggi, melanzane con polpette, peperoni, verdure gratinate, olive, crocchette, insalate di riso, focacce, “pizzoli” (sorta di pizza ripiena), e chi più ne ha più ne metta! Davvero impossibile non trovare qualcosa di proprio gradimento.

Nonostante l’ampia offerta di primi e pizze, il pezzo forte della casa sono le carni alla griglia, grazie anche alla macelleria interna fornitissima. In particolare, la famosa carne equina di Catania viene qui declinata in molti modi diversi, uno più saporito dell’altro.

Nel nostro caso, abbiamo optato per due ottime polpette di cavallo e uno spiedino di vitello con rucola e speck:

Polpette di cavallo e spiedino di vitello alla rucola

 

La carne delle polpette si scioglieva letteralmente in bocca: saporite, cotte a puntino così come lo spiedino. Gli amanti della carne non potranno che godere appieno della vasta scelta presente, tra cui ogni tipo di bistecca e fettina. Presente anche la salsiccia semplice o condita.

Infine ecco un dolce classico, la torta alla crema di limone:

Torta alla crema di limone

 

Molto buono ma non certo memorabile, la parte dei dolci si conferma forse l’unica meno curata di tutto il menu.

L’avvertenza da fare è quella di non esagerare nell’ordinare primi e secondi: l’enorme buffet degli antipasti infatti è troppo invitante e le portate invitano a consumare molto pane.

 

Il prezzo medio a persona, bevande incluse è stato di 13 euro

 

Pro

  • Buffet degli antipasti epico
  • Vastissima scelta di menu
  • Carne di ogni tipo cotta alla griglia

Contro

  • I dolci sono il punto debole
  • Nonostante i numerosi coperti, a volte c’è da aspettare molto tempo

 

Voto del Team: 9,5

Pizzeria “Jonica di Pocchi Maria” – Belvedere (SR)

Dopo aver viziato i nostri palati con portate di alto livello e raffinati manicaretti, non c’è niente di meglio di una bella pizza; l’atmosfera familiare e cortese della pizzeria Jonica sembra esattamente fare al caso nostro!

Di aspetto decisamente rustico, il locale offre una selezione di pizze classiche molto varia; il servizio più richiesto, visto il vantaggiosissimo rapporto qualità-prezzo che si ottiene, è tuttavia il tipico “Giropizza”.

In questa occasione mostreremo per intero la carrellata delle pizze protagoniste del nostro ultimo Giropizza:

Calzone con crudo, rucola e scaglie di parmigiano

 

Mozzarella, Gorgonzola, Funghi Freschi e Prosciutto Cotto

 

Mozzarella, Bresaola e Scaglie

 

Porcina

 

Bianca con Mozzarella, Olive nere infornate e Pomodoro a fette

 

Parmigiana

 

Radicchio e Funghi Freschi

 

Bufalina

 

Crudo e Porcini

 

L’impasto è molto leggero e gustoso, tale da permettere di ingurgitare con (quasi) tranquillità l’equivalente di circa due pizze a persona senza sentirsi esplodere dopo; certo l’avvertenza è sempre quella di fare un pranzo molto leggero in previsione di un giropizza serale!

Gli ingredienti non rappresentano certo l’eccellenza, ma ad esempio nel caso dei porcini, considerato sempre il rapporto qualità-prezzo, siamo in presenza di un prodotto comunque rispettabile, migliore di qualche altro locale ben più blasonato.

Solitamente ogni giropizza termina con la classica pizza con la Nutella, tranne l’ultima volta (ma probabilmente si è trattato di una mancanza momentanea) ed è questo l’unico dolce presente nel locale.

In definitiva un posto dove mangiare tanta quantità con una discreta qualità, ma soprattutto ad un costo basso e ideale per un gruppo di amici particolarmente “vivaci”!

Costo medio a persona: € 9, bevande incluse

 

Pro

  • Buona qualità dell’impasto
  • Vasta scelta
  • Rapporto qualità-prezzo invidiabile

Contro

  • Ingredienti soltanto discreti
  • Servizio non impeccabile
  • Dolci e antipasti di fatto non presenti

 

Voto del Team: 8,5

Ristorante “U Talìu” – Siracusa

Un’occasione romantica è stata la scusa che i nostri inviati Fabrizio e Barbara hanno utilizzato per provare le prelibatezze di un nuovo locale dell’elite siracusana…buon appetito!

Situato all’interno dell’Hotel Livingston, il ristorante “U Talìu”, che in siciliano significa “Lo guardo” o anche ” Il Belvedere”, grazie alla sua posizione panoramica offre davvero la vista migliore possibile per chi si affaccia sul lungomare di Levante di Siracusa.

Dal momento in cui siamo entrati abbiamo capito subito che il posto manteneva quanto promesso in sede di prenotazione, con un ambiente sobrio e raffinato ma al contempo caldo e accogliente.

Abbiamo cominciato con due antipasti:

Sformatino di zucca e ricotta con fonduta di cacio ragusano

 

Gamberoni alla Siracusana con salsa di peperoni

Ecco invece il primo, che abbiamo preso entrambi:

Risotto agli Scampi

Eccezionalmente, ecco i secondi:

Involtini di Pesce Spada alla Palermitana

 

Grigliata Mista

Infine il dolce, un classico della tradizione:

Tortino dal cuore morbido con crema di fragole

Tutto quanto ordinato è stato davvero ottimo, con porzioni piuttosto generose e soprattutto belle a vedersi. Il tocco in più è stato dato tuttavia dall’eccezionale visuale, davvero mozzafiato.

Mangiare con il rumore del mare come sottofondo è stato davvero bello e rilassante, merito della particolare situazione di “solitudine” in cui ci trovavamo (non c’era nessun altro nel locale!).

In conclusione un ottimo ristorante, curato nei particolari ma con un menu che, pur essendo eccellente, meriterebbe forse qualche altra pietanza tra cui scegliere.

 

Prezzo medio a persona: € 40,00

 

Pro

  • Ottima qualità e presentazione delle pietanze
  • Posizione panoramica
  • Locale sobrio ed elegante

Contro

  • Menu non molto vasto
  • Scarsa varietà di dolci

 

Voto del Team: 9.0