Agriturismo “Giannavì” – Palazzolo Acreide (SR)

Inauguriamo oggi la nuova categoria degli Agriturismi, una delle forme di turismo enogastronomico più diffuso in Sicilia e nell’entroterra soprattutto. Situato presso un antico casale/masseria, la fattoria Giannavì ha saputo in questi anni ritagliarsi una fetta di affezionati clienti che almeno un paio di volte l’anno non perdono l’occasione di gustarsi le prelibatezze proposte.

Come noto, un Agriturismo propone solitamente un menu fisso, sia come costo che come portate; chiaramente in fase di prenotazione è possibile richiedere qualche modifica al menu ma in ogni caso non esiste la possibilità di scegliere “alla carta”.

Il nostro pranzo è cominciato con un classico della tradizione:

Ricotta calda

una piccola porzione di ricotta calda, con tanto di siero, un gusto particolare totalmente diverso da quello che potete mangiare in qualunque altra parte d’Italia. La tradizione prevede di “fare zuppa” con l’ottimo pane di casa cotto a legna:

Pane di casa cotto a legna

anche se in realtà lo sconsigliamo a causa della enorme quantità di cibo che di lì a poco verrà servito!

Il giro degli antipasti comincia con un piatto misto di verdure, salumi, formaggi e sott’oli:

Antipasto misto

Servito con un filo di aceto balsamico, il piatto misto rappresentava una sintesi dei sapori della terra; sempre come antipasto ecco arrivare le classiche “impanate o scacciate” siciliane, le focacce ripiene con le verdure di cui, personalmente, vado matto:

Impanate o scacciate alla siciliana con verdure

Il ripieno consisteva in pomodoro, provola, cipolla e prezzemolo fresco oppure bietole selvatiche  (o “sacchi sabbaggi” o “aiti”) e provola; davvero ottime, quasi ai livelli casalinghi (quasi, sia chiaro…).

Termina il giro degli antipasti la mitica ciotola di ceci, serviti con crostini di pane:

Zuppa di ceci con crostini e prezzemolo fresco

Ottimi sia come cottura che come sapore, i ceci hanno riscosso un successo strepitoso; segnaliamo anche qui la presenza del prezzemolo, un leitmotiv che ritornerà spessissimo nel corso del pranzo.

Già semi distrutti dagli antipasti, ecco finalmente arrivare gli attesissimi primi piatti, come noto le portate principe di noi del Team del Gusto. Si comincia con delle specie di trofie con pancetta e ciliegino:

Trofie con pancetta e ciliegino

La pasta, cotta al dente, era molto gustosa; oltre ai due ingredienti citati, probabilmente il piatto era stato mantecato con burro e parmigiano, quest’ultimo chiaramente avvertibile al palato.

Il secondo primo invece è un classico, ossia ravioli di ricotta al sugo di maiale:

Ravioli di ricotta

La porzione, composta da due grossi ravioloni, non deve far temere: a parte che a questo punto del pranzo si era arrivati già quasi alla sazietà, in ogni caso era possibile ottenere un “bis” per ogni portata.

I ravioli purtroppo non erano molto buoni: il sugo era piuttosto liquido, ma soprattutto nel ripieno spuntava ancora una volta l’onnipresente prezzemolo, mischiato alla ricotta; il risultato non dava soddisfazione nè al formaggio nè alla profumata pianta.

Decisamente di altro tenore il terzo e ultimo primo (sì, c’erano tre primi!), dal sapore fresco e già anticipatore d’estate:

Pappardelle al ragù di melanzane e ciliegino

Le pappardelle avevano un sapore freschissimo, merito del sugo molto saporito; il problema era la sazietà dei commensali, quasi satolli e già incapaci di intendere e di volere. Il sapore della pasta ricordava quella di una pizza famosa, recensita qualche tempo fa, la Conte Mascetti della pizzeria Amici Miei (fatta proprio con crema di melanzane e ciliegino).

Senza quasi soluzione di continuità (come vedremo, l’incredibile velocità con cui i camerieri servono le portate ha causato problemi di “ingorgo” intestinale), ecco dunque serviti i secondi:

Vitello al forno con mandorle, patate al forno e salsiccia

La carne, racchiusa da uno strato di grasso protettivo, era molto tenera e gustosa, se solo l’avessimo potuta apprezzare con uno spazio libero sullo stomaco; la salsiccia era un po’ grassa ma molto piccante (cosa che per me è un pregio), le patate un po’ insipide.

Oltre al vitello e alla salsiccia, il terzo assaggio di secondo consisteva in un bollito saporito:

Bollito con brodo ricco di verdure

Anche qui carne molto tenera e davvero gustosa, arricchita con il sempre presente prezzemolo fresco.

L’incredibile pasto luculliano si è finalmente concluso con un fresco e gustoso sorbetto al mandarino:

Sorbetto al mandarino

e soprattutto con una fetta di ottimo dolce alla crema e nocciola:

Torta alla crema e nocciola ricoperta di glassa zuccherata

La torta era soffice e fresca, davvero gustosa; nonostante la pienezza, siamo riusciti a trovarle un posto nel nostro strapieno stomaco!

In definitiva il pranzo ha ampiamente superato la sufficienza come quantità, a tratti esagerata; a livello qualitativo invece ci sono stati alti e bassi.

Il tutto è stato però rovinato da un servizio troppo veloce, che non permetteva di gustare appieno quanto mangiato e spingeva quasi ad ingurgitare voracemente tutto.

Prezzo fisso a persona, incluso acqua e vino (un ottimo Nero d’avola proprietario): € 25,00

Pro

  • Quantità industriale di cibo
  • “Scacce” e zuppa di Ceci d’antologia
  • Posto bello da visitare

Contro

  • Qualità tra alti e bassi
  • Prezzemolo ovunque!
  • Nessuna pausa tra le pietanze

Voto del Team: 8,5

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