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Osteria “Da Mariano” – Siracusa

Ci prendiamo una pausa dalle nostre pizze e parliamo dell’osteria Da Mariano, un localino molto conosciuto a Siracusa in cui è possibile mangiare sia “di terra” sia “di mare”.

Per il nostro assaggio, abbiamo optato per i sapori terrestri, generalmente più consoni al nostro palato. Il nostro pasto è cominciato con un antipasto della casa, così composto:

Ricotta fresca con spolverata di pistacchio

Ricotta fresca con spolverata di pistacchio

Insalata di arance

Insalata di arance

Bruschette

Bruschette

Pecorino, olive e salame piccante

Pecorino, olive e salame piccante

Melanzane e zucchine grigliate, spinaci saltati in padella

Melanzane e zucchine grigliate, spinaci saltati in padella

Rotolino di ricotta, frittata di patate, capuliato

Rotolino di ricotta, frittata di patate, capuliato

Caponatina siciliana

Caponatina siciliana

L’antipasto non era abbondante nelle quantità, ma la varietà andava sicuramente a soddisfare la “prima fame”, quella cieca che prende quando ci si siede in un qualunque locale.

La qualità delle portate presentate è altalenante, in particolare ottima l’insalata di arance della tradizione (ma il periodo era quello giusto), le bruschette, il capuliato (che è semplicemente un trito di pomodoro secco e spezie sott’olio) e la ricotta; così così invece i salumi, la frittata e la caponata, quest’ultima decisamente troppo ricca di pomodoro.

Ecco invece i tre primi che abbiamo scelto:

Farfalle con zafferano, radicchio e salsiccia

Farfalle con zafferano, radicchio e salsiccia

Fusilli con pomodoro e olive

Fusilli con pomodoro e olive

Penne panna, ricotta e mandorle

Penne panna, ricotta e mandorle

I primi sono sicuramente risultati di qualità nettamente superiore. Le farfalle con il radicchio e lo zenzero, servite con del pangrattato, avevano ad un primo approccio un gusto forte, intenso, inusuale. Superato il primo impatto però, sono state promosse a piatto principe della serata!

Onesta e gustosa anche la pasta con le olive, servita con la ricotta salata, semplice ma non per questo meno apprezzata. La pasta bianca invece, essendo a base di panna, non spiccava per un sapore particolare ma è risultata alla luce dei fatti comunque molto gradita. La polvere di mandorle inoltre ci stava molto bene.

Già quasi sazi, abbiamo saltato il secondo per passare al dessert. Accompagnati da un vino Passito, ci è stato offerto un piattino con dello zenzero, tocchetti di “giuggiulena” (una specie di croccante al sesamo) e biscottini all’anice:

Zenzero, giuggiulena e biscottini all'anice

Zenzero, giuggiulena e biscottini all’anice

Infine ecco due cannoli di ricotta divisi in 4, con la ricotta non raffinata (per la quale vado matto) ma che non è apprezzata da tutti:

Cannoli di ricotta

Cannoli di ricotta

In definitiva, una cena da Mariano non è certamente un posto per palati fini o gran gourmet. Si tratta di mangiare prodotti non sempre del territorio (vedi l’eccessivo uso di spezie forti e di panna) ma comunque preparate correttamente. Il tutto è però è giustificato da un costo che, come vedremo, spesso è inferiore a quello di una pizzeria.

Il totale pagato in 4 è stato di 68 euro, incluso acqua e vino della casa, pari a 17 euro a persona.

Pro

  • Costi paragonabili ad una pizzeria (menu di terra)
  • Primi originali e saporiti
  • Posto accogliente e centrale

Contro

  • Antipasto migliorabile
  • Troppa panna e troppe spezie usate
  • Servizio non impeccabile

Voto del Team: 8.5

Trattoria “Da Leo” – Lucca

Il nostro inviato “gustoso” Giacomo Benedetti ci racconta il suo pasto in un noto locale lucchese

La Trattoria “Da Leo” situata nel centro storico di Lucca è da sempre quella che definirei un’ancora di salvezza culinaria per gli affamati.

La Trattoria è di quelle “sincere e schiette” come un buon bicchiere di vino rosso: cucina casalinga semplice, tipica lucchese e toscana.

L’ambiente è “alla buona”, senza pretese ma dove non manca un’atmosfera familiare e di convivialità.

Consigliato iniziare con un misto di affettati e salumi toscani, procedere con i primi piatti lucchesi tra cui si evidenziano i tortelli all’affumicata. Tra i secondi troviamo il best off della cucina lucchese, con spezzatino in umido, fritto di pollo e coniglio, bistecche e molto altro.

Tortelli all’affumicata

Patate al forno

Cotechino con fagioli all’Uccelletta

Spezzatino di manzo al Chianti

Per essere una trattoria si ha un buon numero di portate tra cui scegliere e anche i dolci meritano attenzione anche grazie alle abbondanti porzioni.

Tutto davvero ottimo, con sapori decisi ma sempre piacevoli, naturalmente per i fan delle carni rosse simbolo della toscana.

Tutto questo è “condito” da un prezzo medio eccezionale, che fa apprezzare ancora di più il tutto,  inferiore alle 20 euro a persona.

Pro

  • Cucina tipica
  • Ambiente familiare
  • Rapporto qualità/prezzo

Contro

  • Ambiente familiare (per chi cerca qualcosa di sofisticato)
  • Un po’ di rumore nelle serate di punta (ma è una trattoria ed è “il su’ bello” come si dice a Lucca

 

Voto del Team: 8.0

Fiaschetteria “Il Pulcino” – Siena

Torniamo nella nostra amata Toscana per parlare di un piccolo locale, nei pressi del centro storico di Siena, in cui abbiamo trovato un’atmosfera e una cucina davvero familiare, esattamente quella che il Team apprezza maggiormente.

La Fiaschetteria Il Pulcino è in sostanza una trattoria molto piccola, in cui il menu del giorno è scritto su una lavagna posta all’esterno, con prezzi chiari e in bella vista.

Al nostro arrivo abbiamo optato per 3 primi diversi, e precisamente i Pici Cacio e Pepe:

Pici Cacio e Pepe

la tipica pasta toscana declinata qui in un semplice ma magnifico cacio e pepe, davvero perfetto anche nella consistenza del sughetto. L’altro primo era composta dai tagliolini ai funghi porcini:

 

Tagliolini ai funghi Porcini

La pasta era buona ma non ottima, a detta di chi l’ha ordinata infatti mancava forse un po’ di sale. Buoni invece come sempre i porcini, ma qui si spara propio sulla croce rossa. Ecco infine il terzo primo, Maccheroncini bicolore pomodoro e ricotta:

Maccheroncini bicolore Pomodoro e Ricotta

Pasta cotta al dente ma piatto poco saporito, a causa della ricotta che purtroppo non può essere paragonata a quella, dal sapore nettamente più intenso, tipica del sud Italia. Naturalmente si lasciava mangiare con tranquillità ma non ha lasciato ricordi memorabili.

Due invece i secondi scelti, uno sformato di verdure:

Sformato di verdure

Dal buon sapore, forse un po’ troppo “farinoso” al palato ma comunque gradevole, lo sformato è stata una scelta economica ma al contempo sostanziosa.

Più ricco invece l’ultimo secondo, una scaloppina di pollo ai funghi porcini:

Scaloppine di pollo ai Funghi Porcini

Qui davvero si alza tutto il livello del pranzo: un petto di pollo magro, tenerissimo e cotto a puntino, arricchito da un sugo ai porcini profumato e saporitissimo, ideale per la “scarpetta” con il tipico pane toscano senza sale che, al contrario dei miei commensali, io apprezzo moltissimo.

In definitiva un pranzo sì frugale ma non certamente scadente, con alcune vette di eccellenza (i Pici e le scaloppine) e altre di normalità comunque più che accettabile. Un locale consigliato per chi vuole mangiare come a casa spendendo poco. Unico appunto forse le porzioni non abbondantissime, ma non tutti hanno la nostra fame!

Con due litri d’acqua e mezzo di vino, abbiamo pagato circa 14 euro a persona 

 

Pro

  • Posizione centrale
  • Cucina tradizionale
  • Prezzi modici

Contro

  • Porzioni non memorabili
  • Qualità tra alti e bassi
  • Menu limitato

 

Voto del Team: 7,5

Osteria “La Bettolaccia” – Trapani

Oggi ci spostiamo a Trapani grazie al nostro “gustoso” inviato Simone Azzarello che, insieme ai suoi amici, non disdegna affatto provare nuovi locali…da oggi ci renderà partecipe delle sue esperienze!

Il locale di cui vi andremo a parlare oggi segna la nostra prima trasferta in Sicilia occidentale, a Trapani: città, così come un po’ tutta la provincia, famosa per l’ottimo couscous di pesce.

Due dei nostri simpatici inviati!

Alla classica domanda “potreste consigliarci un posto dove poter mangiare un ottimoCousCous?” la risposta è stata praticamente unanime. Ormai non avevamo scelta: dovevamo assolutamente verificare di personai pareri entusiasti dei trapanesi.

Posizionato in uno dei tanti vicoletti che tagliano la via principale della città, la Bettolaccia è un piccolo locale di soli 30 coperti, arredato con stile ed eleganza e diviso in due piccole salette.

Couscous di pesce con frittura di calamari e gamberi

Dopo una breve chiacchierata con Francesco, simpatico gestore e Chef del locale, ci siamo accomodati nella sala più grande. Una volta consultato il ricco menù abbiamo scelto il“couscous di pesce con frittura di calamari e gamberi”, piatto che viene servito insieme a del brodo di pesce caldo e spicchi di limone per esaltarne il sapore.

Il pesce, freschissimo e dalla cottura perfetta, si sposa benissimo con l’ottimo couscous “incocciato” (preparato) a regola d’arte direttamente dallo chef. Una soluzione che testimonia l’ottima cura per le materie prime e la voglia di non affidarsi a prodotti industriali, una scelta che spesso fa la differenza tra un buon piatto e un piatto indimenticabile.

Parfait di mandorle con cioccolato

 

Sorbetto al limone con fragoloni

Dopo aver gustato l’ottimo ed abbonante couscous siamo passati direttamente al dolce: due parfait di mandorle con colata di cioccolata calda e un sorbetto al limone con fragoloni, entrambi promossi a pieni voti.

Acqua, una lattina di aranciata e una di Coca Cola le bibite ordinate.

54 euro il conto, compreso di servizio e coperto, da dividere in 3, per un totale di 18 euro a persona. 

 

Pro

  • Locale accogliente
  • Materie prime di primissima qualità
  • Porzioni generose

Contro

  • Prezzi non certo modici, ma giustificati dalla qualità offerta e dalla posizione centrale.

 

Voto del Team: 9,0

Pizzeria Trattoria “Le Monache” – Sortino (SR)

Oggi torniamo in Sicilia e parliamo di una delle tradizioni da forno tipiche della provincia di Siracusa, in particolare nei paesi di Solarino e Sortino: il Pizzolo.

Si tratta come vedremo di una pietanza composta da due dischi di pasta sovrapposta e ripiena di ogni ben di Dio; la pasta è simile a quella della normale pizza ma in realtà è leggermente più sottile e fragrante. La regola generale in caso di mangiate di pizzolo prevede di ordinarne un numero pari alla metà dei commensali arrotondato per eccesso ma, come al solito, saranno i vari appetiti a decidere!

Bando alle ciance però, è arrivato il momento di dare un’occhiata all’originale e famoso pizzolo delle Monache:

Pizzolo “Albinelli”

L’Albinelli è un pizzolo molto famoso, composto da crema di zucca, pancetta, provola affumicata, cipolla brasata, olive nere e scaglie di parmigiano. Il risultato è un mix di sapori perfettamente equilibrato, merito della dolcezza della crema di zucca e della cipolla accompagnate dal sapore deciso di pancetta e olive.

Pizzolo “Bietole” senza tonno + speck

Il Bietole sarebbe perfettamente rappresentativo della cucina “di terra” siracusana: bietole e patate è infatti una combinazione usata spesso nella tradizione delle “scacce” (o impanate) locali; peccato che la ricetta proposta includesse anche il tonno oltre ai ben accetti pomodoro ciliegino e mozzarella. Scelta inspiegabile, che abbiamo corretto sostituendolo con un più appropriato speck; il risultato è stato ancora una volta ottimo e ben bilanciato, probabilmente uno dei più riusciti della serata.

Pizza “Zeus”

Tra un pizzolo e l’altro abbiamo introdotto una “pausa” scegliendo una delle più buone pizze mai assemblate sulla faccia della terra: la Zeus infatti è formata da pomodoro, mozzarella, pesto di pistacchio, salsiccia e ricotta fresca. Una combinazione di sapori unica ma soprattutto una qualità di ingredienti davvero al top, specialmente riguardo al pesto di pistacchio, rigorosamente di Bronte.

Pizzolo “Broccoletti” senza pecorino + mozzarella

Anche il Broccoletti è frutto di un accostamento della tradizione, ossia broccoli e salsiccia; la ricetta originale prevedeva poi l’aggiunta del pecorino piccante ma noi, con saggezza, abbiamo preferito farlo inondare di mozzarella per evitare l’effetto “secco” che altrimenti si poteva rischiare. Come al solito molto buono anche se, inevitabilmente, il sapore forte del broccolo deve piacere.

Pizzolo “Melanzane”

L’ultimo dei pizzoli salati scelti è il più delicato e semplice, composto soltanto da delle ottime melanzane grigliate, prosciutto cotto e mozzarella. In effetti anche tra un sapore forte e l’altro ogni tanto è necessaria una piccola pausa, quindi in una mangiata di pizzoli è sempre utile sceglierne almeno uno più semplice degli altri.

Terminiamo la nostra super cena sortinese con l’immancabile pizzolo dolce, per l’occasione “bigusto”:

Pizzolo dolce Nutella e Crema di Pistacchio

Nulla da dire sulla Nutella, perchè è troppo nota; la crema dolce di pistacchio era invece paradisiaca, dolce al punto giusto e abbondante nella quantità. Insomma un finale degno di quanto mangiato precedentemente!

Il prezzo pagato a persona, bibite incluse, è stato di 13 euro

Pro

  • Probabilmente i pizzoli più buoni dell’intera Sicilia
  • Una scelta vastissima e per tutti i gusti (c’è persino il pizzolo con il Cinghiale al Barolo!)
  • Prezzi onesti e porzioni abbondanti

Contro

  • Il servizio, ad esser pignoli, non è proprio il top
  • Il pericolo è quello di lasciarsi prendere la mano e mangiare fino allo sfinimento!

Voto del Team: 9.5

Trattoria “Al Castello” – Donnafugata (RG)

In uno degli scorci più bella di tutta la Sicilia, ossia proprio davanti al Castello di Donnafugata, si trova la trattoria di cui parleremo oggi, tappa quasi obbligatoria per chi si trova in quei posti all’ora di pranzo.

La Trattoria offre diversi menu fissi, a partire da 16 euro, e anche qualche piatto alla carta; per l’occasione abbiamo ovviamente scelto il menu più corposo, dal costo di 20 euro, che era costituito come prima cosa da due piatti di antipasto:

Antipasto misto salumi formaggi e verdure

 

Focaccina, “vota vota” e mozzarellina

 

Il piatto misto non era abbondantissimo ma le olive, la salsiccia secca e i formaggi erano molto buoni; anche la gelatina in effetti era di ottima qualità, mentre assolutamente senza senso la fetta di prosciutto di tacchino che si può trovare in qualunque supermercato d’Italia.

La focaccia di ricotta ma soprattutto il “vota vota”  (una sorta di pizzetta farcita tipica del ragusano) con pomodoro e prezzemolo erano invece decisamente ottimi!

La tradizione regna sovrana anche per i primi piatti:

Ravioli al sugo di maiale, Gnocchetti alla Norma

 

La ricotta dei ravioli era squisita, cosa peraltro piuttosto normale vista la zona, buonissima pure la pasta alla norma, arricchita con dell’ottima ricotta salata. Le porzioni potevano eventualmente essere raddoppiate, ma considerato che si trattava di un pasto completo il consiglio è di limitarsi un minimo nelle quantità.

Ecco l’arrosto misto di maiale, immancabile in ogni trattoria che si rispetti:

Arrosto misto con patate al forno

 

Una fettina, una costata e un pezzo di salsiccia per ciascuno dei commensali; un secondo abbondante e per una volta anche di qualità, con carne tenera e saporita, il tutto accompagnato da ottime patate al forno. Non mancava neanche un’insalata mista per alleggerire un po’ il palato:

Insalata mista

Infine si chiude con i dolci, che solo all’apparenza sembrano deludere:

Dolcetti della tradizione ragusana

 

Si tratta infatti di panzerottini di ricotta, cioccolato di modica e mini paste di amaretto, tutto davvero molto gustoso e soprattutto freschissimo!

In sostanza una bella giornata di gusto, con cibo di buona qualità e sopratutto con una cornice davvero stupenda. Spesso si dice che le trattorie troppo vicine a monumenti o luoghi d’interesse sono da sconsigliare, in realtà in questo caso possiamo tranquillamente smentire questa affermazione, consigliandovi quindi di farci una visita!

Costo del menu provato: 20 €

 

Pro

  • Buona qualità
  • Ottima quantità di cibo
  • Prezzi onesti

Contro

  • Antipasto misto migliorabile
  • Dolci (solo) per veri intenditori

 

Voto del Team: 9.0

Trattoria “Grotta Azzurra” – Enna

Arrivando ad Enna, nel cuore della Sicilia, abbiamo provato la strana sensazione di trovarci in una cittadina di montagna, con freddo e nebbia, a soli due ore di strada dalla più mite costa.

Dietro consiglio del nostro “concierge”, abbiamo raggiunto una tipica trattoria del luogo a conduzione familiare, la Grotta Azzurra, e abbiamo fatto conoscenza della simpatica coppia di coniugi che la gestiscono da oltre 40 anni.

Cominciamo subito col dire che quanto viene servito prescinde in buona parte dal menu, che è prettamente indicativo: di fatto ci vengono proposti i piatti della casa, preparati in tempo reale e in maniera artigianale sul momento.

Cominciamo con un piccolo antipasto della tradizione:

Antipasto della tradizione

Composto da un po’ di prosciutto, un pezzetto di provolone, olive e pomodoro secco rigorosamente preparati in casa così come l’acciuga salata; in verità niente di speciale, ma si vede che per i locali quello che conta non sono i dettagli ma “la sostanza” del pasto.

I primi scelti sono stati due, dei cannelloni:

Cannelloni bianchi e al ragù

e dei maltagliati alla carbonara:

Maltagliati alla carbonara

 

Ottima la qualità della pasta fresca, nella norma le porzioni ma in questa sede vorrei attirare l’attenzione sulla preparazione della carbonara, avvenuta sotto ai miei occhi secondo la tradizione: il proprietario ha infatti tagliato del guanciale, fatto soffriggere nel burro e sbattuto a parte l’uovo con il pecorino e il pepe nero, per poi mantecare tutto alla fine…davvero bello aver potuto assistere al procedimento in tempo reale!

I secondi sono stati invece delle polpette di manzo:

Polpette di manzo

 

E una fantastica frittata di carciofi

Frittata di carciofi

 

Anche per i secondi vale quanto detto per la carbonara: semplicissimi ma realizzati interamente sotto ai nostri occhi. Le polpette erano saporite e soffici, la frittata ricordava esattamente quella che fa mia madre e, fidatevi, è forse il massimo dei complimenti possibili!

Come contorno abbiamo due chicche:

Frittura di cardi in pastella

 

La vera patata fritta! (scusate la faccia)

 

Al di là della frittura selvaggia, qui ho potuto assaggiare per la prima volta in vita mia un piatto antico come i cardi fritti, che devo dire mi sono pure abbastanza piaciuti; sulla patatina fritta però c’è da fare una standing ovation, visto che non appena le abbiamo ordinate il proprietario si è messo nientemeno che a pelare le VERE PATATE! Che buone!

In conclusione, visto che a quanto pare di dolci non ce n’era neppure l’ombra, abbiamo terminato la leggerissima serata con una vera e propria bomba:

Arancina Ennese!

 

Un’enorme arancina artigianale, non certo ideale come fine pasto, servita con una fettina di melanzana grigliata. Devo dire che l’arancina non era ai livelli di quelle della zona della Sicilia Orientale (Messina – Catania – Siracusa stanno su altri livelli), anche perchè il ripieno al ragù era troppo cremoso, quasi una pappetta, e la presenza dell’uovo sodo (che non apprezzo) non aggiungeva nulla di che al prodotto finale.

In definitiva una pasto abbondante e soddisfacente, soprattutto per il clima familiare e i sapori veramente autentici offerti; certamente non ci troviamo di fronte ad eccellenze, ma credo che almeno una volta ogni tanto questa sorta di rimpatriate culinarie debbano essere affrontate.

Prezzo medio a persona: € 17 (incluso vino della casa)

 

Pro

  • Atmosfera familiare
  • Cucina di una volta
  • Ingredienti genuini

 

Contro

  • Poca scelta
  • Nessuna cura per i particolari

 

Voto del team: 7,5