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Agriturismo “Il limoneto” – Siracusa

Immerso in una distesa senza fine di profumati alberi di limone (a Siracusa è presenta una famosa varietà di questo agrume, con tanto di IGP protetta), l’agriturismo Il limoneto offre agli ospiti un piccolo rifugio dal caos cittadino, con possibilità di soggiorni e uso di una piccola piscina.

E’ però la sua cucina, genuina e figlia della tradizione, ad attirare ogni domenica numerose persone dal vicino centro di Siracusa.

Il menu è come sempre in questi casi fisso, chiamando qualche giorno prima si può sapere il dettaglio oppure si può scoprire ogni volta a sorpresa cosa ha preparato lo chef.

Nel corso della nostra visita, abbiamo potuto gustare i seguenti piatti, cominciando con il solito antipasto rustico:

Antipasto rustico

Comprendente melanzane grigliate, pomodori secchi, olive sott’olio, pecorino, salamino e dei pomodori ripieni di pangrattato. Nella norma la qualità, con i pomodori ripieni che spiccavano; da segnalare la presenza di un po’ troppo aglio nelle melanzane, cosa che potrebbe infastidire qualcuno (ma non il sottoscritto).

L’antipasto è continuato poi con alcune stuzzicherie:

Stuzzichini

composte da porzioni di frittata alle verdure, pezzi di “vota vota” sempre con pomodoro e mozzarella e delle sfogliette con wurstel, queste ultime decisamente fuori luogo perché sembravano quelle vendute surgelate nei supermercati.

Una forma di ricotta fresca di mucca, delicata ma molto buona, ha infine concluso il giro degli antipasti:

Ricotta fresca

I due primi hanno decisamente surclassato in qualità l’antipasto, e si sono rivelati una vera e propria sorpresa. Parliamo per primi degli strozzapreti alla norma:

Strozzapreti alla Norma

Ricchissima, la pasta era condita da un sugo molto saporito, piena di melanzane e ricoperta da scaglie di ricotta salata.

Ancora più raffinato il secondo primo, dei ravioli di ricotta con panna e pistacchio:

Ravioli di ricotta con panna e pistacchio

I ravioloni erano pieni di ricotta e conditi con abbondante salsa alla panna e pistacchio, molto buoni al palato, tanto che abbiamo poi fatto “il bis”. D’altronde come noto andiamo matti per il pistacchio e per questo motivo il piatto è stato molto apprezzato.

Anche per i secondi abbiamo notato una qualità sopra la media, a cominciare dagli spiedini arrosto:

Spiedini alla griglia

La carne suina era intervallata da pezzetti di salsiccia “condita”, con spezie e pomodoro, il tutto cotto a puntino e molto gradevole al palato.

L’altro secondo era invece dell’arrosto di vitello:

Arrosto di vitello

Tenerissimo, praticamente si poteva tagliare con la semplice forchetta, il vitello era servito con un succulento sughetto di cottura. Chiaramente c’era un po’ di grasso, ma per avere quest morbidezza era inevitabile e anche il gusto era davvero gradevole.

I secondi erano accompagnati da una fresca insalata di lattuga e pomodoro:

Ideale per chiudere la sezione “salata” del pasto.

Infine ecco il dolce, un’altra bella sorpresa: la cassata di ricotta alla siciliana:

Preparata da uno dei più famosi maestri dolciari dell’intera Sicilia, la cassata era semplicemente sublime. Da notare che in questa versione, la torta viene accompagnata da delle tavolette di torrone sottili, fatte con mandorle a scagliette, quasi a creare una cialda particolare. Nella foto mancano perché come sempre sono le prime a “sparire”…

In definitiva un ottimo pasto, partito un po’ in sordina con gli antipasti ma terminato con un crescendo di alto livello. Piccola nota di demerito va al servizio, affidato ad un singolo cameriere in verità un po’ maldestro (anche se simpaticissimo). Anche le porzioni apparentemente non sembrano abbondanti, ma come al solito alla fine la somma di tutto riesce a soddisfare anche i palati (e le pance!) più esigenti.

A fine pasto ci è stato offerto il limoncello prodotto dai loro limoni, di altissima qualità, ed in grado di aiutare la digestione dell’importante pasto.

Il prezzo, fisso, è di 25 euro a persona, incluso acqua e vino della casa.

 

Pro

  • Menu rustico ma di buona qualità
  • Posto molto bello
  • Prezzo tutto sommato equo

Contro

  • Antipasto sotto la media
  • Servizio non all’altezza
  • Porzioni “solo” normali

 

Voto del Team: 8,5

Agriturismo “La Casa Azzurra San Basilio” – Ispica (RG)

Continua il nostro interesse verso gli agriturismi, ricchi di sapori della cultura contadina che noi, “gente di città”, non vediamo l’ora di riscoprire. L’area del Ragusano, da sempre una delle più ricche e floride della Sicilia, offre tutta una serie di posti in grado di soddisfare ogni tipo di palato, sempre tenendo d’occhio il portafoglio!

La Casa Azzurra è però situata in contrada Marza, una delle più famose di questo pezzo di Sicilia, perché sede di importanti coltivazioni di vite (si crea infatti il famoso vino rosso dal sapore intenso detto “ra Marza”, “della Marza”) ma soprattutto piena di allevamenti e serre adibite alla piantagione del pomodoro Ciliegino di Pachino.

Una volta entrati nel caratteristico casale, siamo stati subito assaliti dalla numerosissima quantità di antipasti, da sempre motivo di vanto per ogni agriturismo che si rispetti:

Verdure grigliate miste

Bruschette con melanzane sott’olio

Frittatine di verdure

Patate bollite con peperoni grigliati

Ricottine

Crostini con ricotta e crema di castagne

Parmigiana di melanzane

Focaccia “faccia di vecchia”

Olive al naturale e pomodori secchi

Zuppa di ceci

Mele infornate

L’incredibile carrellata di antipasti è creata in modo da soddisfare ogni tipo di palato; tutto era molto buono e curato ma la menzione d’onore va sicuramente alla parmigiana, pesante ma saporitissima, alle patate con i peperoni, un sapore davvero legato al territorio, e ai crostini, inclusi quelli assaggiati per la prima volta alla crema di castagne.

Ecco adesso i primi, si comincia addirittura con uno di pesce:

Gnocchetti al sugo di Pesce Spada

Gli gnocchetti, pasta tipica di quelle zone, erano davvero molto delicati ma non per questo scialbi; ad onor del vero non era presente moltissimo pesce spada ma, per il prezzo pagato non era davvero il caso di lamentarsi. Personalmente, non amando il sapore forte del pesce, ho apprezzato molto questo piatto.

Ecco quelli di carne:

Cataneselle pomodoro e cipolla con ricotta salata

Ravioli al sugo di maiale

Semplici ma decisamente corpose le cataneselle, arricchite da un’ottima ricotta salata tipica di quei luoghi; molto buoni i ravioli, pieni di gustosa ricotta e accompagnati da un sugo forse non densissimo ma in ogni caso saporito.

A questo punto, come facilmente intuibile, tutti i commensali erano già quasi sazi; in questo contesto poco incline ad ingurgitare altro cibo, arrivano i secondi:

Arrosto misto di maiale (costolette e salsiccia)

Insalata mista

Bollito di vitello

In realtà la carne alla griglia non era tenerissima,  la stessa salsiccia aveva un po’ troppo grasso per i nostri gusti, tuttavia il giudizio a questo punto del pranzo è sicuramente offuscato dallo stomaco già pieno; il bollito, seppur indubbiamente gradevole, non è stato di fatto quasi neppure sfiorato.

L’unica, vera, grande delusione è stato il dolce:

Zeppole con lo zucchero

Nessun tipo di pasterella o torta, ma solo alcune frittelle tipiche autunnali, le “zeppole”, che si mangiano con lo zucchero, tra l’altro neppure buonissime.

Un vero peccato, perché il pranzo aveva sostanzialmente soddisfatto tutti: qualità nella norma e quantità spropositata.

Eccezionale infine il rapporto qualità/prezzo: tutto questo ben di Dio, inclusa acqua e vino della casa, è costato solo 15 €.

Pro

  • Grande quantità di cibo
  • Qualità e varietà accettabile
  • Rapporto qualità/prezzo vantaggioso

Contro

  • Secondi migliorabili
  • Dolci assenti

Voto del Team: 9.0 

Agriturismo “Giannavì” – Palazzolo Acreide (SR)

Inauguriamo oggi la nuova categoria degli Agriturismi, una delle forme di turismo enogastronomico più diffuso in Sicilia e nell’entroterra soprattutto. Situato presso un antico casale/masseria, la fattoria Giannavì ha saputo in questi anni ritagliarsi una fetta di affezionati clienti che almeno un paio di volte l’anno non perdono l’occasione di gustarsi le prelibatezze proposte.

Come noto, un Agriturismo propone solitamente un menu fisso, sia come costo che come portate; chiaramente in fase di prenotazione è possibile richiedere qualche modifica al menu ma in ogni caso non esiste la possibilità di scegliere “alla carta”.

Il nostro pranzo è cominciato con un classico della tradizione:

Ricotta calda

una piccola porzione di ricotta calda, con tanto di siero, un gusto particolare totalmente diverso da quello che potete mangiare in qualunque altra parte d’Italia. La tradizione prevede di “fare zuppa” con l’ottimo pane di casa cotto a legna:

Pane di casa cotto a legna

anche se in realtà lo sconsigliamo a causa della enorme quantità di cibo che di lì a poco verrà servito!

Il giro degli antipasti comincia con un piatto misto di verdure, salumi, formaggi e sott’oli:

Antipasto misto

Servito con un filo di aceto balsamico, il piatto misto rappresentava una sintesi dei sapori della terra; sempre come antipasto ecco arrivare le classiche “impanate o scacciate” siciliane, le focacce ripiene con le verdure di cui, personalmente, vado matto:

Impanate o scacciate alla siciliana con verdure

Il ripieno consisteva in pomodoro, provola, cipolla e prezzemolo fresco oppure bietole selvatiche  (o “sacchi sabbaggi” o “aiti”) e provola; davvero ottime, quasi ai livelli casalinghi (quasi, sia chiaro…).

Termina il giro degli antipasti la mitica ciotola di ceci, serviti con crostini di pane:

Zuppa di ceci con crostini e prezzemolo fresco

Ottimi sia come cottura che come sapore, i ceci hanno riscosso un successo strepitoso; segnaliamo anche qui la presenza del prezzemolo, un leitmotiv che ritornerà spessissimo nel corso del pranzo.

Già semi distrutti dagli antipasti, ecco finalmente arrivare gli attesissimi primi piatti, come noto le portate principe di noi del Team del Gusto. Si comincia con delle specie di trofie con pancetta e ciliegino:

Trofie con pancetta e ciliegino

La pasta, cotta al dente, era molto gustosa; oltre ai due ingredienti citati, probabilmente il piatto era stato mantecato con burro e parmigiano, quest’ultimo chiaramente avvertibile al palato.

Il secondo primo invece è un classico, ossia ravioli di ricotta al sugo di maiale:

Ravioli di ricotta

La porzione, composta da due grossi ravioloni, non deve far temere: a parte che a questo punto del pranzo si era arrivati già quasi alla sazietà, in ogni caso era possibile ottenere un “bis” per ogni portata.

I ravioli purtroppo non erano molto buoni: il sugo era piuttosto liquido, ma soprattutto nel ripieno spuntava ancora una volta l’onnipresente prezzemolo, mischiato alla ricotta; il risultato non dava soddisfazione nè al formaggio nè alla profumata pianta.

Decisamente di altro tenore il terzo e ultimo primo (sì, c’erano tre primi!), dal sapore fresco e già anticipatore d’estate:

Pappardelle al ragù di melanzane e ciliegino

Le pappardelle avevano un sapore freschissimo, merito del sugo molto saporito; il problema era la sazietà dei commensali, quasi satolli e già incapaci di intendere e di volere. Il sapore della pasta ricordava quella di una pizza famosa, recensita qualche tempo fa, la Conte Mascetti della pizzeria Amici Miei (fatta proprio con crema di melanzane e ciliegino).

Senza quasi soluzione di continuità (come vedremo, l’incredibile velocità con cui i camerieri servono le portate ha causato problemi di “ingorgo” intestinale), ecco dunque serviti i secondi:

Vitello al forno con mandorle, patate al forno e salsiccia

La carne, racchiusa da uno strato di grasso protettivo, era molto tenera e gustosa, se solo l’avessimo potuta apprezzare con uno spazio libero sullo stomaco; la salsiccia era un po’ grassa ma molto piccante (cosa che per me è un pregio), le patate un po’ insipide.

Oltre al vitello e alla salsiccia, il terzo assaggio di secondo consisteva in un bollito saporito:

Bollito con brodo ricco di verdure

Anche qui carne molto tenera e davvero gustosa, arricchita con il sempre presente prezzemolo fresco.

L’incredibile pasto luculliano si è finalmente concluso con un fresco e gustoso sorbetto al mandarino:

Sorbetto al mandarino

e soprattutto con una fetta di ottimo dolce alla crema e nocciola:

Torta alla crema e nocciola ricoperta di glassa zuccherata

La torta era soffice e fresca, davvero gustosa; nonostante la pienezza, siamo riusciti a trovarle un posto nel nostro strapieno stomaco!

In definitiva il pranzo ha ampiamente superato la sufficienza come quantità, a tratti esagerata; a livello qualitativo invece ci sono stati alti e bassi.

Il tutto è stato però rovinato da un servizio troppo veloce, che non permetteva di gustare appieno quanto mangiato e spingeva quasi ad ingurgitare voracemente tutto.

Prezzo fisso a persona, incluso acqua e vino (un ottimo Nero d’avola proprietario): € 25,00

Pro

  • Quantità industriale di cibo
  • “Scacce” e zuppa di Ceci d’antologia
  • Posto bello da visitare

Contro

  • Qualità tra alti e bassi
  • Prezzemolo ovunque!
  • Nessuna pausa tra le pietanze

Voto del Team: 8,5